Stef

Il concetto di quello che faccio è nato durante il mio primo lungo lockdown del 2020. Ero andato in Belgio a studiare l’altra mia grande passione: la linguistica. Durante quel periodo, nonostante il mio campo di studi, la parola tempo non portava più un significato, il giorno e la notte avevano lo stesso valore.

t-e-m-p-o”

“g-i-o-r-n-o”

“n-o-t-t-e”

Erano solamente dei significanti perché risultavano vuoti di significato.

Mi ero sistemato nell’alloggio universitario, ma ero immerso nel cemento e mi ero circondato di lunghe e ampie distese di asfalto.

In una fredda giornata (credo fosse giorno) di Aprile, mi misi la mascherina ed uscii a fare una passeggiata nel campus. Più che altro, passeggiavo nei miei pensieri e camminavo con la testa bassa. Ad un certo punto, continuando a guardare per terra, vidi che le mie brutte scarpe da ginnastica erano contornate da fiori coloratissimi. Alzai la testa e mi ritrovai un albero che stava maestosamente esplodendo di fiori. Sono daltonico, quindi non saprei dire di che colore fosse quella esplosione ma di sicuro seppi riconoscere l’arrivo della primavera. Tutto d’un tratto, capii che — a differenza di me — la natura non si era dimenticata del tempo. La terra continuava a girare intorno al sole, le api continuavano ad impollinare i fiori e tutto prosperava, forse più del solito.

Quel giorno pensai tantissimo e cominciai a sentire il bisogno di essere più vicino alla natura.

Più il tempo riprendeva a scorrere e più mi chiedevo: come faccio a ritrovare quella connessione? Ovviamente, non mi riferisco a quella vecchia ed ingenua illusione di poter domare il cosmo e l’universo, ma più che altro  all’idea di rendere omaggio alla natura, mantenendo in vita delle piante in posti in cui non esistono più —perché ormai sostituite dal cemento e dall’asfalto dei centri abitati.

Ed è così che nacque *hydria. Proprio nel momento in cui iniziai a pensare di voler fare di più.

Sfrutto le mie conoscenze di botanica per esaltare la semplice perfezione della natura — che spesso passa inosservata, sperando di coinvolgere anche altre persone ad adottarne dei frammenti. Sì, “adottare”. Perché in fondo, ne siamo tutti responsabili.

l’albero dell’esplosione

il momento

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

il nostro lato Social

ci trovi su:

Facebook icon
Instagram icon

© 2020 *hydria

Created with
Mailchimp Freddie Badge